DESCRIZIONE
I 73 teatri storici, attualmente esistenti nelle Marche, esprimono il simbolo dell’operosità del marchigiano a cui certamente non si sottrae questo territorio che, fra due province, Fermo e Ascoli Piceno, ne conta 16, quasi tutti restaurati. Quelli che si trovano in Valdaso, costituiscono un itinerario magico fra spazi in cui le diverse arti hanno trovato splendidi esempi di fusione, si comprende l'evoluzione sociale dei luoghi avvenuta attraverso esigenze culturali proprie della vita urbana, spesso stimolate da vivaci forme di campanilismo municipale, che individuano nella costruzione del teatro il proprio status symbol.
Teatro dell’Iride - Petritoli
Costruito nella seconda metà dell’800, su progetto dell’Ing.Giuseppe Sabbatini di Montegiorgio il quale si ispirò al teatro della Fortuna di Fano che rappresentava, nelle Marche, l’esempio più innovativo della corrente purista, sensibile al recupero filologico del repertorio classico. Per la piccola sala il Sabbatini adottò, sopra un alto basamento, un ordine gigante di colonne corinzie che inquadrano i due ordini di palchi sui quali poggia il loggione a balconata. Il soffitto, costituito a plafond a curva molto tesa, mostra una fascia perimetrica dipinta con motivi allegorici, figure femminili e quattro medaglioni. La pregevole impostazione architettonica degli interni è sottolineata ed arricchita da decorazione con stucchi e dorature delle pareti della sala e dipinti sul soffitto del loggione. Dagli anni Trenta il teatro venne usato come sala cinematografica fino al ‘57 quando venne chiuso per motivi di sicurezza. Solo dal 1982 è stato riaperto, grazie ai lavori di restauro, ed è oggi il centro delle attività culturali del paese.
Teatro Pagani - Monterubbiano
Costruito nel 1875, ad opera dell’arch.Francesco Ridolfi, è in posizione isolata rispetto al tessuto edilizio ed è caratterizzato esternamente da una facciata in tardo stile neoclassico, che ben rappresenta il decoro urbano ottocentesco. Sorge nell’area di un preesistente palazzo cinquecentesco detto “Il Palazzaccio”, appartenuto alla famiglia Pagani, la stessa del noto pittore Vincenzo Pagani, nativo appunto di Monterubbiano (1490-1568) a cui il teatro è specificamente dedicato. La sala interna presenta una classica forma a ferro di cavallo, di armoniche proporzioni, sviluppandosi su tre ordini di palchi ed è contraddistinta dalla leggerezza del parapetto ligneo, traforato secondo la soluzione impiegata al Teatro della Fortuna di Fano (arch.Paoletti). Il sipario storico è datato 1881 e realizzato dal famoso Bazzani di Roma, mentre le decorazioni sono opera dell’arch.Giuseppe Sabbatini, autore di altri progetti teatrali marchigiani.
Piccolo Teatro Santa Sofia - Moresco
Il piccolo teatro, restaurato e restituito alla comunità nel 2005, è un piccolo gioiello di appena 50 posti. Era in origine una piccola chiesa dedicata a Santa Sofia, coprotettrice del paese. L’istituzione di questa chiesetta è legata alla leggenda di una giovane martire, Sofia Amati di Moresco, rimasta uccisa nel difendersi dall’aggressione di un bruto mentre tornava a piedi da Fermo. Si dice che la commozione dei suoi concittadini fu tale che avrebbero eretto in suo ricordo questa chiesetta nel III secolo. Sorge sulla prosecuzione del Borgo Lorenzo Angelici, nella parte più panoramica del paese, verso l’estremo est del centro abitato. Demaniata nel 1862, si caratterizza nei particolari stilistici trecenteschi sulla facciata e nell’abside. La parete interna di questa conserva, nell’intonaco, degli affreschi di scuola veneta: in alto Gesù risorto ed in basso la Madonna, con ai lati S.Sofia, S.Rocco, S.Domenico, S.Lorenzo e S.Nicolò. La sua conversione a teatro avviene nel XVIII sec. quando sotto consenso comunale, una filodrammatica giovanile locale provvede a demolirne il bellissimo altare barocco per favorire lo svolgimento di pubblici spettacoli. Anche la tela, di scuola veneta (XVII sec.), raffigurante la Santa, fu trasportata e destinata, ancora oggi, ad adornare il Municipio.
Teatro Comunale - Campofilone
Fu costruito negli anni 1928/30 con una sottoscrizione pubblica a seguito di una cessione gratuita da parte del Podestà di Campofilone, il geometra Mattia Ciarrocchi, al “Comitato del Dopolavoro” I muratori e i braccianti offrirono gratuitamente giornate di lavoro, altri sottoscrissero polizze di 100 lire per la realizzazione dell’opera. Dell’artista Nicola Achilli è la figura del Dio Apollo sul soffitto della sala; Aris Ficiarà, artista nella lavorazione del ferro battuto, doto’ il locale di lampadari raffiguranti dei delfini. Nel 1939 l’immobile passò nelle mani del Partito Nazionale Fascista che lo occupò fino al 1943 quando venne trasformato in ritrovo per sfollati, arrecando notevoli danni all’opera. Recentemente è stato oggetto di un accurato restauro che lo ha riportato all’antico splendore rendendone cosi possibile la fruizione quale sala auditorium, sede di eventi culturali oltreché itinerario di visita del paese.
Teatro Comunale - Altidona
Di recente ristrutturazione, composto da 200 poltroncine rosse che costituiscono la platea e da un piccolo loggione, il tutto con un’autentica cura fin nel minimo dettaglio. Realizzato agli inizi degli anni Sessanta del secolo scorso, una pietra in arenaria inserita alla base del muro posto ad ovest porta incisa la data dell'1/7/1962, presumibilmente quella dell'inaugurazione.