"Piazza del Popolo, Ascoli Piceno"

La maiolica, il carbone vegetale, il travertino

"Piazza del Popolo, Ascoli Piceno" copyright Matteo de Felice CC BY-NC-SA 2.0 https://www.flickr.com/photos/kwisatz/8707553296 (ritagliata dall'originale)

DESCRIZIONE

La tradizione della maiolica vanta ad Ascoli Piceno origini antichissime, come attestano i numerosi frammenti di epoca italica , romana, altomedievale e le realizzazioni dei figuli, i maiolicari, operanti nei secoli XIV –XVI. La ceramica di Ascoli Piceno ha una lunga storia, contrassegnata da alterne vicende, ma con momenti di grande splendore. Presente costantemente nella vita dell’arte e dell’economia cittadina, è sicuramente documentata a partire dal ‘500. Tra il ‘700 e l’800 le maioliche godono di meritata celebrità. Sono i monaci Olivetani che nel Convento di Sant’Angelo Magno lavorano oggetti in maiolica e a partire dal 1787, attivano una fabbrica per svilupparne maggiormente la produzione. La fabbrica passa poi agli ascolani fratelli Cappelli e quindi alla famiglia Paci, originaria di Porto San Giorgio, che si avvalsero del contributo di autori come Adolfo De Carolis e Bruno di Osimo. Sia i Cappelli sia i Paci risultano oltremodo valenti e le loro maioliche sono ambite dal patriziato piceno. Dopo un periodo di arresto della produzione pe l’acuirsi della concorrenza esterna, la ripresa avviene con nuovo vigore nel 1920 per opera dell’ingegner Giuseppe Matricardi che impianta uno stabilimento a Campo Parignano. I prodotti sono subito apprezzati e trovano sbocco commerciale soprattutto verso gli Stati Uniti. Nello Giovanili, altro valente ceramista di Castelli, rileva la fabbrica che, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, assume la denominazione di “Fabbrica Ascolana Maioliche Artistiche” e accoglie tra le maestranze artisti di grande valore. Sono questi che alla chiusura dell’opificio a metà degli anni ’70 aprono le numerose botteghe che oggi danno lustro alla ceramica ascolana. II prodotto della ceramica artistica ascolana, apprezzato sui mercati anche esteri, è sostenuto da un associazionismo vivace che ne protegge la qualità e ne cura la diffusione. Oggi la produzione continua con la manifattura Maioliche Artistiche Ascolane e grazie al lavoro di numerose fabbriche artigianali che si ispirano al passato.

L’antico centro storico di Ascoli Piceno è anche animato dalle botteghe degli orafi, degli antiquari, dei restauratori, dei fabbri, dei sarti e dei marmisti; è ancora viva la lavorazione della paglia, mentre ormai in disuso è la secolare tradizione dell’attività cartaria, testimoniata dall’opificio di Porta Cartara, recentemente restaurato.

Nella frazione di Colle di Arquata del Tronto è ancora importante per l’economia locale la produzione di carbone vegetale. Si tratta di una tecnica che consiste nel saper trasformare il legno in carbone lasciandolo bruciare in una struttura che ne impedisce la completa combustione.

Nell’alta valle del Tronto, in particolare ad Acquasanta Terme, si pratica da secoli la lavorazione del travertino, materiale che caratterizza la maggior parte degli edifici ascolani e che viene oggi utilizzato per elementi di arredamento. ll travertino non è una pietra facile da lavorare, eppure gli artigiani e gli artisti di tutte le epoche hanno saputo trarne preziosissimi elementi decorativi. Soprattutto nel medioevo e nel rinascimento, i magistri de preta rappresentavano una realtà importantissima delle arti della città. La lunga tradizione del travertino continua ancora oggi nelle ormai rare botteghe artigiane e grazie alla scelta degli scultori locali consapevoli dell'unicità della sua storia ed intenzionati a non lasciarla morire.


 

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